Usare musica royalty free per una webradio senza scopo di lucro

Aprire una webradio oggi è molto più semplice di quanto si possa immaginare, anche per realtà piccole come una scuola, una piscina o una libreria. Tuttavia, accanto alla parte tecnica, è fondamentale comprendere gli aspetti legali legati alla musica trasmessa. Molti si chiedono se utilizzare musica royalty free permetta davvero di evitare i pagamenti dei diritti d’autore alla SIAE o ad altre società di gestione collettiva. In questo articolo analizziamo come impostare correttamente una webradio legale e come scegliere la musica più adatta per trasmettere senza pensieri.


Come rimanere in regola con la legge sul copyright musicale per una webradio scolastica, una palestra o piscina

Aprire una webradio è un’idea entusiasmante per dare voce a una comunità, che sia quella di una scuola, di una piscina o di un centro culturale. Prima di tutto serve una base tecnica: un computer, un software di trasmissione streaming e un server per ospitare la radio online. Questi strumenti permettono di trasmettere musica, talk show, annunci o anche semplici playlist, raggiungendo gli ascoltatori via internet.

Ma la parte cruciale è la gestione dei diritti. Se si decide di trasmettere musica protetta da copyright, è necessario stipulare una licenza con la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) o con una delle altre società che tutelano i diritti di autori e produttori. Questo comporta un costo legato alla quantità di musica diffusa e alla natura del servizio, anche se è una radio amatoriale o scolastica.

Per una scuola, una piscina o una libreria che intende destinare la propria webradio a un uso interno, è però possibile un approccio alternativo: utilizzare musica libera da diritti d’autore o già concessa con licenze che permettono la diffusione pubblica. In questo modo, si semplifica notevolmente il lato burocratico, evitando multe o richieste di compenso future.



Musica royalty free: evitare SIAE e trasmettere senza pensieri

Quando si parla di musica royalty free, ci si riferisce a brani i cui autori hanno scelto di rendere l’utilizzo libero o regolato da licenze semplici, come ad esempio quelle di tipo Creative Commons o rilasciate da siti specializzati. Questi brani possono essere usati, in molti casi, senza pagare ulteriori diritti, purché si rispetti quanto stabilito dall’autore — ad esempio citare il nome o non utilizzare la musica a fini commerciali.

Per le strutture come scuole o piscine che vogliono trasmettere musica di sottofondo o durante eventi, scegliere brani royalty free è una soluzione legale e conveniente. Ci sono piattaforme affidabili che offrono cataloghi di qualità, aggiornati e specifici per l’uso in streaming o ambientazioni pubbliche. Prima di utilizzare la musica, è comunque buona pratica leggere accuratamente le condizioni d’uso di ogni sito o autore, per evitare equivoci.


Utilizzando musica realmente libera e con licenze chiare, si può quindi evitare il pagamento dei diritti SIAE. Tuttavia, il concetto chiave è la provenienza: se la musica non è davvero priva di vincoli, la responsabilità resta in capo a chi trasmette. Avere una selezione creata solo con contenuti royalty free certificati garantisce una trasmissione serena, trasparente e totalmente legale.

Sì, per una scuola, piscina o libreria che apre una webradio usando esclusivamente musica royalty free da siti autorizzati, è possibile evitare i pagamenti alla SIAE e ad altre collecting societies come SCF o LEA.

Requisiti per l’esenzione

La musica royalty free è prelicenziata per usi commerciali, inclusi streaming e trasmissioni radiofoniche, senza ulteriori royalty una volta acquisita la licenza dal fornitore.
Tale musica non rientra nel repertorio gestito dalla SIAE, che si applica solo ai brani protetti da copyright standard.
Verificare sempre i termini specifici della licenza sul sito del fornitore per garantire copertura su web radio pubbliche.

Casi specifici scuole e associazioni

Scuole e associazioni no profit possono beneficiare di musica royalty free o Creative Commons per webradio senza fini di lucro, evitando SIAE se non usano repertorio protetto.​​
Piscine e librerie, come attività commerciali, seguono la stessa regola: royalty free elimina l’obbligo SIAE per sottofondo o streaming.
Non ci sono esenzioni generali SIAE per questi enti, ma l’uso esclusivo di musica libera le solleva da pagamenti.

Fonti royalty free consigliate

  • Siti come Free Music Archive o CCmixter per brani gratuiti o CC adatti a webradio scolastiche.​
  • Servizi come Moosbox o Fribit per radio royalty free commerciali, con licenze flat, ovvero usabili a fronte di un canone annuo normalmente dal prezzo abbordabile.
  • Evitare mix con musica commerciale per non incorrere in obblighi SIAE.

L’importante è sempre verificare le fonti, rispettare le licenze e promuovere una cultura musicale consapevole, libera e sostenibile. Così la tua voce potrà davvero arrivare lontano, nel pieno rispetto della legge.

Per verificare i termini di utilizzo sui siti royalty free, controlla sempre la sezione “Licenza”, “Termini di servizio” o “FAQ” specifica per ogni traccia o abbonamento, poiché variano tra piattaforme.

Passi per la verifica

  • Cerca l’icona o il link “License” sotto ogni brano scaricabile, che specifica usi permessi come streaming pubblico, webradio o commerciale.
  • Leggi se la licenza copre “broadcasting” o “public performance” senza royalty aggiuntive, inclusi diritti per sincronizzazione e diffusione online.
  • Controlla restrizioni su durata, numero di ascoltatori o obblighi di attribuzione (es. Creative Commons richiede credits).​

Esempi di siti e sezioni chiave

  • Epidemic Sound o AudioJungle: “License Agreement” indica copertura per streaming illimitato post-acquisto.
  • Free Music Archive o Jamendo: Filtra per “CC BY” o “Public Domain” per usi liberi, verificando “Commercial Use Allowed”.​​
  • Moosbox/Fribit: Protocollo legale esplicito per radio senza SIAE, con FAQ su webradio.

Consigli pratici

N.B.: Usate sempre nei player del sito internet il nome dell’artista e dell’album cosi da rendere merito all’autore e dando modo a chi lo volesse contattare per un utilizzo commerciale di sapere chi cercare.

Registra screenshot o PDF dei termini per prove future in caso di controlli SIAE. Se dubbioso, contatta il supporto del sito per conferma scritta su webradio pubbliche.
Per scuole no profit, preferisci licenze CC0 o royalty free flat-rate adatte a streaming educativo.

​La regola dei 28 secondi :

La “regola dei 28 secondi” (o dei 30 secondi) è un mito nel diritto d’autore: non esiste una soglia fissa dopo la quale la musica diventa “libera” o esente da diritti SIAE, ma è possibile usare brevi estratti (fino al 10% o circa 30 secondi) per scopi specifici come critica o insegnamento, citando la fonte, grazie all’eccezione del “diritto di citazione” (art. 70 Legge 633/1941), mentre per usi commerciali serve sempre la licenza, anche per brevi clip. 

Cosa dice la legge (e non la “regola dei 28 secondi”)

  • Eccezione per citazione: L’articolo 70 della Legge sul Diritto d’Autore permette di citare brevi frammenti di opere altrui (circa il 10% del brano o non più di 30 secondi) per scopi di critica, discussione, insegnamento o ricerca, a condizione che si indichi chiaramente autore, titolo e fonte.
  • Uso Commerciale: Se la musica viene usata per scopi commerciali (ad es. in pubblicità, video YouTube con monetizzazione, ecc.), è necessario ottenere una licenza d’uso dall’autore o dai detentori dei diritti (come SIAE/SCF) per l’intera durata del brano, indipendentemente dalla durata dell’estratto. 
  • Ecco quindi che se volessimo usare un apertura con la tromba ad esempio di una nota canzone per un nostro annuncio relativo ad un evento, restando in questi termini ci è consentito farlo, sempre premesso che riguardi eventi interno no profit e non iniziative commerciali

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